Guida agli archivi della Fondazione Gramsci

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Archivi del Partito comunista italiano

Istituto Gramsci

Consistenza
  • buste 83
Cronologia30 giugno 1948 - 1982
Storia archivistica

Le carte sono state lavorate una prima volta da Albertina Vittoria tra il 1988 e il 1992 nel corso di un progetto di ricerca sulla storia dell'Istituto che ha portato alla pubblicazione del volume Togliatti e gli intellettuali. Storia dell'Istituto Gramsci negli anni Cinquanta e Sessanta. Al termine di questa fase di lavoro rimaneva a disposizione degli studiosi un inventario sintetico della documentazione per buste, organizzata in 6 serie logiche: Organi direttivi, Amministrazione e contabilità, Corrispondenza, Attività e iniziative, Raccolte, testimonianze, promemoria, Carte di diversa provenienza. Questa prima organizzazione delle carte è stata riprodotta nella scheda dell'archivio pubblicata nella Guida agli archivi della Fondazione Istituto Gramsci, Roma, 1994. Nel 2004 si è provveduto all'inventariazione definitiva del fondo.

Il corpus documentario dell'Istituto Gramsci si trova in buono stato di conservazione e copre nella sua gran parte un arco cronologico che va dal 1948 al 1979.

Si tratta della documentazione corrente prodotta nel corso dell'attività dell'Istituto dagli anni Cinquanta al 1982 divisa per iniziative e convegni (la maggior parte dei fascicoli), corrispondenza, riunioni, gruppi di lavoro, attività delle sezioni, ecc. I fascicoli più interessanti sono quelli che conservano la documentazione sull'attività dell'Istituto dalla fine degli anni Quaranta alla fine degli anni Cinquanta. Vi si trova la documentazione relativa alla riunione sulla "storiografia del movimento operaio" del 1954 (con i verbali della discussione e quelli degli incontri presso la direzione del Pci), al convegno su Antonio Gramsci del 1951, al cinquantesimo della morte di Antonio Labriola del 1954 e alle iniziative diverse tra il 1954 e il 1955. La documentazione degli anni sessanta e settanta costituisce un utile complemento per capire il nascere di iniziative che poi si sarebbero trasformate in convegni, incontri, seminari di studio i cui atti sono stati pubblicati; in misura minore per ricostruire i passaggi interni dell'Istituto. 

La serie "Carte acquisite" conserva le carte donate ad Albertina Vittoria tra gli altri da Alessandro Natta, Sergio Bertelli e Gastone Manacorda, nel corso della ricerca che ha portato alla pubblicazione del volume A. Vittoria, Togliatti e gli intellettuali (cit. in Bibliografia). 

Condizioni d'accessoIl fondo è liberamente consultabile nel rispetto della normativa archivistica vigente e del regolamento interno della Fondazione Gramsci. L'archivio ha ricevuto la dichiarazione di notevole interesse storico dalla Sovrintendenza archivistica del Lazio il 21 settembre 1994.
Riferimenti bibliografici

A. Vittoria, Togliatti e gli intellettuali. Storia dell'Istituto Gramsci negli anni Cinquanta e Sessanta, Roma, Editori Riuniti, 1992. Guida agli archivi della Fondazione Istituto Gramsci di Roma, a cura di L. GIUVA, Roma, Editori Riuniti, 1994 (Fondazione Istituto Gramsci, "Annali", 1992);

F. Lussana, A. Vittoria (a cura di), Il "lavoro culturale", Roma, Carocci, 2000;

A. Vittoria (a cura di), Gastone Manacorda, Storia e politica, Studi storici, n.3/4, 2003, n. monografico. 

M. A. Serci, Inventario del fondo istituzionale della Fondazione Gramsci (1948-1982), Roma, Fondazione Istituto Gramsci e Palombi & partner srl, 2009

F. Lussana (a cura di), La Fondazione Istituto Gramsci. Il Sessantesimo. Storia, politica, cultura 2000- 2010, Roma, Res Cogitans, 2010.

 

Storia istituzionale/amministrativa, nota biografica

Il progetto di costituzione di una Fondazione dedicata ad Antonio Gramsci fu approvata dalla segreteria del Pci il 21 ottobre 1948. Tra i suoi obiettivi aveva, oltre la custodia della biblioteca che il dirigente comunista aveva costituito prima del suo arresto e durante gli anni di detenzione, il lavoro organizzativo per l'edizione delle sue opere, la raccolta della documentazione biografica e bibliografica che lo riguardasse, la diffusione del pensiero gramsciano e del marxismo nella società italiana, la realizzazione di un rapporto tra studiosi e politici comunisti, anche esterni al partito. Individuata la sede in un villino sito nel bel quartiere romano dell'Aventino, la Fondazione venne inaugurata ufficialmente il 28 aprile 1950 con una mostra dei libri e dei quaderni del carcere di Gramsci. Primo direttore fu nominato Ambrogio Donini, studioso di storia delle religioni, vice direttore di "Rinascita" e coordinatore dell'attività editoriale del Pci. Nel 1954 la Fondazione venne trasformata in Istituto Gramsci nell'intento di favorire un maggiore sviluppo alla propria attività, al direttore Ambrogio Donini venne affiancato un organo di direzione collegiale. La contrapposizione creatasi tra il direttore e i suoi collaboratori in merito ad un seminario sulla storiografia marxista organizzato dall'Istituto Gramsci nel dicembre 1954 e il successivo intervento critico di Togliatti, deciso a imprimere una maggiore caratterizzazione ai percorsi di studio dell'Istituto verso il pensiero gramsciano, fu la causa di un'ulteriore riorganizzazione della struttura direttiva. Nel 1955 la guida dell'Istituto venne affidata ad Alessandro Natta e a un direttivo composto dagli studiosi responsabili delle sezioni di lavoro: storia e filosofia, critica e arte, scienza, economia. In tale contesto venne avviato il lavoro editoriale per proseguire la pubblicazione delle opere di Gramsci e costituito un centro studi dei problemi della scuola e dell'educazione. Il programma di lavoro subirà una brusca interruzione con la crisi politica e culturale che coinvolse gli intellettuali del Pci nel 1956. A partire dal gennaio 1957 l'attività riprese il suo corso contestualmente ad un cambiamento nella struttura dirigente: fu infatti costituito un ampio comitato direttivo presieduto da Ranuccio Bianchi Bandinelli e da Franco Ferri, prima in qualità di segretario e poi di direttore, una carica che quest'ultimo mantenne sino al 1979. La lunga permanenza di Ferri alla direzione dell'Istituto si concretizzò nella realizzazione di iniziative e di incontri tesi all'approfondimento della storia e del pensiero del movimento operaio e socialista italiano e internazionale ma anche della società italiana nel suo complesso e dei suoi problemi politici. È in questo contesto che vanno inseriti i numerosi convegni organizzati dall'Istituto, i seminari e i corsi di lezioni; l'attività delle sezioni di lavoro di storia, di filosofia, di pedagogia, di scienze giuridiche negli anni Settanta; la costituzione alla fine del 1959 della rivista trimestrale "Studi storici", il cui primo direttore fu Gastone Manacorda; l'organizzazione dell'archivio del Pci, a partire dagli anni sessanta; la fondazione nel 1971 del Centro studi dei paesi socialisti, diretto da Adriano Guerra; l'attività editoriale, grazie alla quale si ebbe la pubblicazione nel 1975 dell'edizione critica dei "Quaderni dal carcere " di Gramsci presso Einaudi a cura di Valentino Gerratana, delle opere di Togliatti e degli scritti di Eugenio Curiel con gli Editori Riuniti, dei documenti delle brigate Garibaldi con la casa editrice Feltrinelli. Conclusasi la direzione di Ferri nel 1979, la direzione dell'Istituto Gramsci venne affidata per un anno a Paolo Spriano e dal 1980 al 1988 ad Aldo Schiavone, al quale successe Giuseppe Vacca sino al 1999, seguito da Silvio Pons. Dal 2016 il direttore è Francesco Giasi. Per oltre un ventennio, dal 1971 al 1993, il presidente prima dell'Istituto e poi della Fondazione Gramsci è stato Nicola Badaloni, seguito nel 1993 da Renato Zangheri e dal 1999 al 2016 da Giuseppe Vacca. Attualmente il presidente è Silvio Pons. Dal 1982 l'Istituto si è costituito in Fondazione, giuridicamente riconosciuta dallo Stato.

 

Criteri di ordinamento

L'archivio è ordinato 5 serie:

  1. Organismi dirigenti
  2. Amministrazione
  3. Corrispondenza dei direttori
  4. Attività dell'Istituto
  5. Carte acquisite

Unità di descrizione collegateArchivio del Partito comunista italiano, archivio Enrico Berlinguer e archivio Franco Ferri, posseduti dalla Fondazione Gramsci; archivio Alessandro Natta posseduto dall' Archivio della Camera dei deputati.