Guida agli archivi della Fondazione Gramsci

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Archivio Partito comunista italiano

Sezione di Mogadiscio

Consistenza
  • fascicoli 24
Cronologia1942 - 1951
Storia archivisticaDelle carte del Pci di Mogadiscio si può in parte ricostruire le vicende: esiste infatti un verbale del 1947 che ne elenca in maniera abbastanza dettagliata la consistenza. A quella data l'archivio era costituto in totale da 12 cartelle, le rimanenti di un corpus documentario presumibilmente più ampio che aveva subito una riduzione l'anno precedente, quando il segretario della sezione Aldebrando Melelli era rientrato in Italia portando con sé alcuni incartamenti e dei fascicoli personali (queste carte pervennero alla direzione del Partito e vennero presumibilmente inserite tra quelle della direzione e attualmente si trovano nel Fondo Mosca).
Ambiti e contenutoIl fondo contiene gli atti degli organismi dirigenti, corrispondenza, registri di protocollo; registri ed elenchi degli iscritti e fascicoli personali. All'inizio dei lavori di riordino le carte si presentavano divise in fascicoli, alcuni originali altri frutto di un ordinamento precedente. Alcuni di essi contenevano documentazione miscellanea genericamente riferibile a periodizzazioni cronologiche altri invece erano riferibili a particolari attività della Sezione. Durante i lavori di riordino sono state individuate 8 serie per lo più riferibili alla struttura ed alle funzioni della Sezione.
NoteStato di lavorazione: ordinato, consultabile, inventario informatizzato a cura di Francesca Di Pasquale. Schede a cura di Cristiana Pipitone.
Storia istituzionale/amministrativa, nota biograficaLa Sezione di Mogadiscio del "Partito comunista internazionale" fu costituita il 14 luglio 1942, un anno dopo la fine del dominio coloniale italiano. Inizialmente operò autonomamente comunicando infatti la sua costituzione alla direzione del Pci solo nel settembre 1944. L'attività principale fu di proselitismo nei confronti della comunità italiana, ivi inclusi i mililtari internati nei campi di prigionia britannici in Kenia. La Sezione partecipò inoltre al riorganizzarsi della vita politica democratica italiana aderendo all'Unione nazionale antifascista e al Comitato nazionale italiano di liberazione della ex colonia. Nel 1945 subì una scissione che venne riassorbita due anni dopo. Il 1 febbraio 1949 la Sezione cessò la sua attività in seguito al rimpatrio della maggioranza dei suoi iscritti e a restrizioni imposte ai partiti politici da parte delle autorità britanniche.
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