Guida agli archivi della Fondazione Gramsci

vai al livello inferiore torna alla navigazione
Archivi di persone

Mario Alicata

Consistenza
  • fascicoli 18
Cronologia1960 - 1966
Storia archivisticaLe carte di Mario Alicata fanno parte degli Archivi del Partito comunista italiano versati alla Fondazione Istituto Gramsci nel 1996. Si tratta delle carte ritrovate nell'ufficio del dirigente comunista presso la redazione de «l'Unità» dopo la sua morte.
Ambiti e contenutoAppunti manoscritti e dattiloscritti, testi di scritti e discorsi, corrispondenza, documenti prodotti dalla direzione e dalla sezione esteri del Pci, materiali redazionali de «l'Unità».
Riferimenti bibliograficiM. Alicata, La Riforma della scuola, Roma, Editori Riuniti, 1956; Id, La lezione di Agrigento, prefazione di E. Macaluso, Roma, Editori Riuniti, 1966; Id., La battaglia delle idee, prefazione di L. Gruppi, Roma, Editori Riuniti, 1968; Id., Scritti letterari, introduzione di N. Sapegno, Milano, Il Saggiatore, 1968; Id., Intellettuali e azione politica, a cura di R. Martinelli e R. Maini, Roma, Editori Riuniti, 1976; Id., Lettere e taccuini di Regina Coeli; prefazione di G. Amendola; introduzione di A. Vittoria, Torino, Einaudi, 1977.
Storia istituzionale/amministrativa, nota biograficaNacque a Reggio Calabria l'8 maggio 1918 da Antonino e Luigina Allmayer. Con la famiglia si trasferì a Palermo nel 1925 e poi, nel 1933, a Roma dove frequentò il liceo Tasso. Al liceo iniziò la sua attività politica nel gruppo di studenti costituito intorno a R. Zangrandi. Nel 1936 si iscrisse alla facoltà di lettere e filosofia, entrò nel Gruppo universitario fascista (Guf) e partecipò ai convegni di critica letteraria dei littoriali della cultura e dell'arte del 1937 a Napoli e del 1938 a Palermo. In queste occasioni conobbe, tra gli altri: A. Trombadori, R. Guttuso, G. Sotgiu e A. Amendola di cui divenne molto amico. Insieme a loro e ad altri studenti come P. Ingrao, C. Salinari, M. Socrate, C. Muscetta, svolse quell'attività politica che lo portò ad iscriversi nel 1940 al partito comunista. In quel periodo entrò in contatto con un gruppo di operai comunisti romani. Nel dicembre 1942 fu arrestato e nell'aprile 1943 deferito al Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Fu liberato il 7 agosto 1943. Pochi mesi dopo l'iscrizione all'università iniziò la sua attività critico-letteraria sul settimanale studentesco del Guf con saggi su scrittori americani (Faulkner e Hemingway). Dal 1937 al 1940 tenne una rubrica di recensioni sul quotidiano romano «Il Piccolo». Nel 1939 sulla rivista letteraria «Meridiano di Roma» divenne l'animatore di un gruppo, insieme a Muscetta, A. Trombadori e Sotgiu, che si firmava "degli amici pedanti" e diede vita ad un vivace dibattito che ben presto superò i problemi della letteratura e dell'arte. Si laureò con Natalino Sapegno che lo scelse, subito dopo la laurea, come assistente. Condusse un'attività saggistica di ampio respiro sulla rivista «La Ruota» con la scoperta di giovani narratori: da Vittorini a Pavese a Bilenchi. Collaborò anche alle riviste «Primato» e «Oggi». Parallelamente all'attività letteraria affrontò anche l'esperienza di sceneggiatore cinematografico, collaborando, tra l'altro, alla sceneggiatura del film Ossessione di Visconti. Nel 1943, dopo il carcere, divenne redattore de «l'Unità» clandestina e si impegnò nella Resistenza romana. Liberata Roma fu designato dal partito comunista assessore nella giunta formata dal Cln. Membro designato del comitato centrale al V congresso del partito divenne membro effettivo dal VI congresso. Nel 1945 fu inviato dal partito comunista a Napoli a dirigere il quotidiano «La Voce». Membro della commissione meridionale del partito, della direzione della federazione di Napoli, nel 1946 fu eletto consigliere comunale in quella città. Svolse un'intensa attività politica nel Mezzogiorno. Eletto deputato nel 1948 fu nominato segretario regionale del partito comunista in Calabria. Sempre nel 1948 ebbe l'incarico di dirigere con G. Amendola il settimanale comunista «La Voce del Mezzogiorno». Fece parte della segreteria del comitato nazionale per la rinascita del Mezzogiorno. Nelle elezioni del 1953 fu eletto sindaco di Melissa. Dal 1954 al 1964 fu direttore di «Cronache meridionali» . Dal 1955 al 1963 diresse la commissione culturale del Pci. Nel 1956, con l'VIII congresso, entrò a far parte della direzione nazionale. Da responsabile della commissione culturale partecipò al grande dibattito del mondo intellettuale che si sviluppò intorno al 1956, si impegnò nella lotta per il rinnovamento delle strutture culturali del Paese e per una scuola che garantisse a tutti i cittadini italiani un minimo di istruzione attraverso una scuola obbligatoria e gratuita fino a 14 anni. Nel marzo 1962 venne nominato direttore de «l'Unità» di Roma e di Milano. Dal 1964 fece parte della segreteria del Pci. Rieletto alla Camera nel 1963 entrò a far parte della commissione affari esteri. Fu Alicata a far conoscere alla direzione del partito il memoriale di Togliatti che Longo gli consegnò a Yalta nell'agosto 1964. Il suo ultimo impegno politico fu sul sacco di Agrigento e sull'alluvione di Firenze. Morì a Roma il 6 dicembre 1966.