Guida agli archivi della Fondazione Gramsci

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Archivi di persone

Cesare Colombo

Consistenza
  • fascicolo 1
Cronologia1960 - 1965
Storia archivisticaIl fondo pervenne alla Fondazione Istituto Gramsci nel 1996 insieme all'Archivio del Partito comunista italiano.
Ambiti e contenutoSi tratta di un unico fascicolo con il materiale di documentazione e la prima stesura di un saggio sull'Alto Adige.
NoteScheda a cura di Cristiana Pipitone.
Riferimenti bibliograficiC. Colombo, Storia del Partito comunista spagnolo, Milano, Teti, 1972; ID., Lettere alla famiglia, Roma, 1979; C. Colombo, I. Delogu, 30 Anni di Spagna, Roma, Edizioni Anpi, 1969; C. Colombo, Note su una provincia di frontiere in La questione altoatesina ieri e oggi, prefazione di A. Gouthier, Roma, Editori riuniti, 1981; Cesare Colombo, in Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, vol. I, Milano - Roma, 1968; P. Spriano, Ricordo di "Colombino" in «l'Unità», 28 apr. 1977; A. Vittoria, Togliatti e gli intellettuali. Storia dell'Istituto Gramsci negli anni Cinquanta e Sessanta, Roma, Editori Riuniti, 1992; F. Lussana, A. Vittoria, Il lavoro culturale. Franco Ferri direttore della Biblioteca Feltrinelli e dell'Istituto Gramsci, Roma, Carocci, 2000.
Storia istituzionale/amministrativa, nota biograficaCesare Colombo nacque a Torino il 18 dicembre 1911. Frequentò le scuole professionali. Nel 1931 entrò nel Partito comunista d'Italia e nel giugno dello stesso anno venne arrestato per attività antifascista e trattenuto in carcere per sei mesi. Tra il 1931 e il 1933 si occupò di raccogliere fondi per il Soccorso rosso e curò traduzioni e edizioni di pubblicazioni per il Partito. Nel 1933 venne nuovamente arrestato e inviato al confino (a Ponza) dove rimase fino al 1936. Durante questo periodo dovete anche scontare 10 mesi di carcere per aver partecipato ad una manifestazione di protesta nel marzo 1935. Nel 1937 espatriò clandestinamente e si recò in Francia dove lavorò alle Edizioni di coltura sociale. Nel 1938 partì volontario per la Spagna occupandosi soprattutto della propaganda e partecipando a trasmissioni radiofoniche. Dopo alla battaglia della Catalogna rientrò in Francia dove riprese il suo posto alle Edizioni di coltura sociale e svolse attività tra gli emigrati. Allo scoppio della guerra venne internato nei campi di concentramento di Gurs, Vernet e Ariége. In seguito all'occupazione nazista venne riconsegnato alle autorità italiane e quindi inviato al confino a Ventotene. Nell'estate del 1943 fu per poche settimane segretario di Giovanni Roveda alla Confederazione dei lavoratori dell'industria. Con l'occupazione nazista di Roma passò nuovamente alla clandestinità, partecipò alla Resistenza con l'incarico di ispettore delle Brigate Garibaldi. Il 30 gennaio 1944 venne arrestato dai tedeschi nel corso di un rastrellamento e detenuto all'Aquila fino al marzo 1944. Rilasciato nella primavera del 1944 si occupò di mantenere i collegamenti tra gli organismi centrali del Partito e le province del centro Italia. Nel dopoguerra svolse il suo lavoro all'interno del Partito pur senza assumere incarichi esterni di direzione. Fra il 1945 e il 1947 lavorò per la sezione stampa e propaganda, nel marzo del 1947 fu segretario di Ambrogio Donini nella sua missione diplomatica in Polonia. Nel 1948 lavorò presso la Sezione di amministrazione e poi nuovamente presso la sezione stampa e propaganda. Dal giugno 1949 fino al 1956 fu impiegato come ispettore presso la sezione di organizzazione. Nel 1956 passò a lavorare presso l'Istituto Gramsci dove dal 1962 divenne il responsabile del settore archivi. Nel 1967 accompagnò Franco Ferri a Mosca in uno dei numerosi viaggi che questi fece per recuperare carte dell'archivio del partito. Di queste carte Colombo fu il primo ad occuparsi provvedendo al loro riordinamento. Bibliofilo e pubblicista raccolse una vasta biblioteca, anche questa donata alla Fondazione Istituto Gramsci. Morì a Roma il 27 aprile 1977.