Guida agli archivi della Fondazione Gramsci

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Archivi di persone

Eugenio Curiel

Consistenza
  • fascicoli 66
Cronologia1933 - 1946
Storia archivisticaLa ricerca dei documenti di C. fu iniziata da Enzo Modica alla metà degli anni cinquanta per la preparazione del libro Classi e generazioni nel secondo Risorgimento. Questo primo nucleo documentario era costituito da alcuni scritti e dalle trascrizioni degli appunti del periodo di Ventotene, inviate a Modica da Leopoldo Gasperini. Nel 1966, in seguito alla decisione della commissione culturale del Pci di affidare a Filippo Frassati l'incarico di curare l'edizione critica degli scritti di C., fu ufficialmente costituito presso l'istituto Gramsci il fondo Curiel, con lo scopo di conservare e pubblicare gli scritti e i documenti riguardanti l'attività scientifica e politica del dirigente comunista. Grazia Curiel trasferì tutti i diritti di proprietà e di edizione all'Istituto e donò le corrispondenze familiari del periodo del carcere e del confino. Nel corso del lavoro di preparazione dei volumi, Frassati rintracciò i materiali presenti nell'archivio dell'Università di Padova e fece microfilmare la collezione de «Il Bò», in parte presso la Fondazione Querini Stampalia, in parte presso la Biblioteca universitaria di Padova. Il professor Ettore Luccini, amico di C., inviò all'Istituto la tesi di laurea e le dispense del corso di meccanica razionale. Successivamente, al fondo furono aggregati documenti e materiali prodotti dal Fdg e dalla Organizzazione dei giovani comunisti, consegnati all'Istituto Gramsci da Paolo Cinanni. Lettere in copia degli anni della comune collaborazione a «Il Bò» furono donate nel 1978 da Renato Mieli.
NoteScheda a cura di Chiara Daniele.
Riferimenti bibliograficiE. Curiel, Classi e generazioni nel secondo Risorgimento, a cura di E. Modica, Roma, Edizioni di cultura sociale, 1955 ID., Dall'antifascismo alla democrazia progressiva, a cura di M. Quaranta ed E. Franzin, Venezia, Marsilio, 1970 ID., Scritti scelti 1935-1945, a cura di F. Frassati, prefazione di G. Amendola, Roma, Istituto Gramsci-Editori Riuniti, 1973, volI. 2
Storia istituzionale/amministrativa, nota biograficaNacque a Trieste l'11 dicembre 1912. Nel 1929 si e nel 1931 si trasferì al Politecnico di Milano. L'anno successivo per un grave iscrisse al biennio propedeutico di ingegneria presso la facoltà di scienze dell'Università di Firenze dissesto finanziario della famiglia tornò a Firenze e, abbandonati gli studi di ingegneria, si iscrisse al corso di laurea in fisica. Nel febbraio 1933 il fisico Bruno Rossi, sotto la guida del quale preparò la tesi di laurea, lo chiamò a lavorare presso l'Università di Padova dove nel 1934 divenne assistente alla cattedra di meccanica razionale del professor Laura. Nel 1935 fu incaricato del corso di matematica complementare dopo aver ottenuto attraverso lo stesso Laura l'iscrizione al Pnf necessaria per il concorso ad assistente. In questo periodo collaborò alla rivista «I Problemi del lavoro» e, con Braun, Mieli e Goldschmeid, costituì una cellula comunista. Nell'agosto 1937, in accordo con le direttive per il lavoro in seno alle organizzazioni di massa ricevute dal centro estero del partito durante il suo primo viaggio Parigi, comincia la collaborazione a «Il Bo» organo del Guf di Padova, in seguito alla quale venne invitato e ricevuto a Roma da Tullio Cianetti. Nel dicembre 1937, ottenuto il passaporto, partì per Parigi dove soggiornò due mesi, ospite di Ambrogio Donini. In questa fase - secondo la testimonianza di Donini - avrebbe ricevuto da Sereni e da Grieco l'esplicito incarico di entrare in contatto con il centro interno e con la direzione del Psi. Il 20 agosto 1938 C. firmò l'ultimo articolo su «Il Bò» e per motivi razziali venne allontanato da tutti gli incarichi universitari. In settembre tornò nuovamente a Parigi dove dal centro estero del partito gli venne proposto di andare in Egitto a dirigere un giornale antifascista. Rientrato a Milano, nel marzo del 1939 si avvicinò al gruppo dei giovani redattori di «Corrente». In aprile parti per la Svizzera dove venne arrestato dopo essere stato firmato alla frontiera con la Francia. Rientrato in Italia, il 24 maggio fu arrestato a Trieste e immediatamente tradotto nel carcere di San Vittore a Milano. Il 13 gennaio 1940 gli furono assegnati 5 anni di confino. Nell'agosto del 1943, lasciata Ventotene si recò dapprima a Venezia e a Padova e dopo l'8 settembre a Brescia; i primi giorni di novembre raggiunse Milano dove fu incaricato dalla direzione Nord del partito di curare le edizioni per l'Italia settentrionale de «l'Unità» de «La Nostra lotta». Gran parte della sua attività si esplicò inoltre nel seguire il lavoro del Fdg e dell'Organizzazione dei giovani comunisti. Nel gennaio 1945 presentò il rapporto politico al congresso dei giovani comunisti; il 24 febbraio a Piazzale Baracca, individuato da militi delle brigate nere su indicazione di un delatore, venne ucciso da raffiche di mitra mentre tentava di fuggire.
Criteri di ordinamentoIl fondo è diviso in sette sezioni cronologiche articolate in fascicoli tematici. L'ordinamento effettuato da Filippo Frassati è stato solo parzialmente modificato.