Guida agli archivi della Fondazione Gramsci

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Archivi di persone

Massimo D'Alema

Consistenza
  • fascicoli 55
Cronologia1981 - 2000
Ambiti e contenutoOltre alla documentazione relativa agli anni dei suoi incarichi di partito in Puglia, il Fondo conserva materiale prodotto e acquisito da D'Alema durante il periodo della Presidenza del Consiglio dei ministri.
NoteStato di lavorazione: da ordinare, non consultabile. Scheda a cura di Gianni Venditti.
Riferimenti bibliograficiM. D'ALEMA - S. MORELLI, Il partito nelle aree metropolitane, Istituto Togliatti, Roma, 1988 La formazione politica in un moderno partito riformatore, a cura di Massimo D'Alema, F. Ottaviano, Istituto Togliatti, Roma, 1988 M. D'ALEMA - PAUL GINSBORG, Dialogo su Berlinguer, a cura di MICHELE BATTINI, Giunti, Firenze, 1994 M. D'ALEMA, Dialogo su Berlinguer, con Paul Ginsborg, Giunti, 1994 ID., Un paese normale. La sinistra e il futuro dell'Italia, con Claudio Velardi e Gianni Cuperlo, A. Mondadori, Milano, 1995 ID., Progettare il futuro, a cura di GIANNI CUPERLO E CLAUDIO VELARDI, Passaggi Bompiani, Milano, 1996 ID., La sinistra nell'Italia che cambia, cura di Roberto Gualtieri, Feltrinelli, Milano, 1997 ID., La grande occasione. L'Italia verso le riforme, Mondadori, Milano, 1997 ID., Parole a vista, a cura di Enrico Ghezzi, Bompiani, Milano, 1998 ID., Kosovo: gli italiani e la guerra, intervista di Federico Rampini, Mondadori, Milano, 1999 ID., Oltre la paura: la sinistra, il futuro, l'Europa, Mondadori, Milano, 2002 ID., La politica ai tempi della globalizzazione, Manni, San Cesario di Lecce, 2003 ID., A Mosca, l'ultima volta: Enrico Berlinguer e il 1984, Donzelli, Roma, 2004.
Storia istituzionale/amministrativa, nota biograficaNasce a Roma il 20 aprile 1949 da Giuseppe (partigiano ed esponente del Pci, deputato dal 1968 al 1983), e da Fabiola Modesti. Iscritto ai Pionieri del partito (organizzazione riservata ai minori di 15 anni), nel 1963 aderisce alla Federazione giovanile. Trasferitosi a Genova per seguire il padre, segretario regionale per la Liguria, frequenta il locale liceo classico, conseguendo la maturità nel 1967. Si iscrive alla Facoltà di Filosofia della Normale di Pisa e partecipa alla contestazione studentesca. Ben presto diventa un esponente della locale organizzazione comunista. Abbandona gli studi per dedicarsi a tempo pieno alla politica, entrando nel comitato federale della Federazione di Pisa e divenendo capogruppo comunista nel Consiglio comunale. Nel 1971 promuove un esperimento di Giunta allargata anche ad una parte della Democrazia Cristiana. Nel 1975 Enrico Berlinguer lo sceglie come successore di Renzo Imbeni alla guida della FGCI. La segreteria D'Alema si caratterizzò per i tentativi di mediazione tra il Partito e le organizzazioni della Sinistra extraparlamentare. L'esperimento trovò una brusca conclusione nel 1978 quando, con il rapimento ed assassinio di Aldo Moro, il Partito chiuse ogni dialogo con il Movimento. Nel 1980 fu inviato, senza incarichi specifici, presso il comitato regionale pugliese, divenendo poco dopo responsabile dell'organizzazione e, nel 1981, dopo la sconfitta del Pci alle elezioni amministrative, fu eletto segretario regionale, sperimentando anche in Puglia una politica di alleanze con la DC. Con il XVI Congresso (svoltosi a Milano dal 2 al 6 marzo 1983) entra nella direzione nazionale del Partito. Scomparso Enrico Berlinguer nel 1984, il nuovo segretario Alessandro Natta sceglie D'Alema come responsabile della sezione di organizzazione. Nel 1987 arriva per la prima volta in Parlamento, divenendo deputato della Circoscrizione di Lecce-Brindisi-Taranto e responsabile de «l'Unità» che diresse fino al 1990. Con la caduta del Muro di Berlino e con la svolta della Bolognina D'Alema che, pur criticamente aveva aderito all'svolta occhettiana, entra nella segreteria del neonato PDS. La sconfitta elettorale del 1994 e le conseguenti dimissioni di Achille Occhetto, consentono a D'Alema di essere eletto il 1 luglio dello stesso anno segretario nazionale del Partito con il voto maggioritario (249 voti a 173) del Consiglio nazionale. La crisi del Governo Berlusconi e le elezioni politiche del 1996 vedono per la prima volta prevalere in Italia una coalizione di governo di Centro Sinistra con la partecipazione di partiti che si rifanno alla tradizione comunista. Nel febbraio 1997 D'Alema, con il consenso del capo dell'opposizione Berlusconi, viene eletto presidente della Commissione parlamentare bicamerale per le riforme istituzionali. Nell'ottobre dell'anno successivo cade il Governo Prodi. Il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro conferisce l'incarico a D'Alema che il 21 ottobre 1998 ottenne la fiducia del Parlamento, primo esponente dell'ex Pci ad assumere la carica di presidente del Consiglio. Durante il suo Governo non mancarono frizioni e problemi causati dalla sinistra della coalizione, evidenziati soprattutto durante la crisi del Kosovo ed il controverso intervento della Nato. Nel 1999, una nuova crisi porta alla formazione del II Governo D'Alema che rimane in carica fino al 25 aprile 2000. Dal 2006 sino alla caduta del secondo Gabinetto Prodi nel gennaio 2008 è ministro degli Affari esteri.