Guida agli archivi della Fondazione Gramsci

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Archivi di persone

Carlo De Donato

Consistenza
  • fascicoli 5
Cronologia1929-1969 con docc. 1842-1877 e dal 1914
Storia archivisticaLe lettere sono state donate nel luglio 1989 da Giuseppe Vacca che le aveva ricevute dalla famiglia De Donato.
Ambiti e contenutoLettere, biglietti, cartoline postali e illustrate degli anni 1929-1969. La parte più rilevante della raccolta è costituita da 74 tra lettere, cartoline e biglietti autografi di Croce, inviati a De Donato negli anni 1928-1952. Al fondo sono accluse le fotocopie dei documenti contenuti nel fascicolo personale di De Donato conservato presso l'Archivio centrale dello Stato (Acs-Ministero dell'Interno, 1942, categoria A1, fasc. De Donato Carlo) e le trascrizioni dattiloscritte di 20 lettere degli anni 1936-1942 indirizzate a Croce.
Riferimenti bibliograficiC. De Donato, La Storia di Europa di Benedetto Croce: linea dell'opera, Bari, Tip. Orsi, 1923; ID., La rivoluzione del 1799 in terra di Bari : Andria, Ettore Carafa, Bari, 1928; ID., L'avvento di Cavour: 1850-1852, Bari, 1930; ID., Il moto liberale napoletano del 1848, Bari, 1930; ID., Domenico Nicolai e il Parlamento del 1820-1821, Bari, 1929; ID., Alba di libertà a Bari (1797-1805), Bari, 1929; ID., Mario Mallardi: profilo, Bari, 1947; ID., Uomini di mare e di guerra, Roma, [1955].
Storia istituzionale/amministrativa, nota biograficaCarlo De Donato nacque a Molfetta (Bari) il 1 aprile 1895. Laureatosi in giurisprudenza presso l'Università di Napoli scelse di svolgere la libera professione come patrocinante nel foro di Bari. Negli anni Trenta, all'esercizio dell'avvocatura affiancò un'attività di ricerca storiografica profondamente permeata delle idee e del magistero morale di Benedetto Croce. Legato al circolo culturale che si radunava intorno a Croce e a casa Laterza, espresse le sue convinzioni antifasciste nella scelta di approfondire la storia delle libertà attraverso lo studio delle figure del liberalismo locale e dei grandi protagonisti del Risorgimento italiano, soffermandosi in particolare su Cavour cui dedicò la monografia L'avvento di Cavour, apprezzata e recensita da Adolfo Omodeo. Membro del Cln di Bari, collaboratore su temi di economia locale del «Corriere del commercio», nel dopoguerra fu eletto come liberale indipendente nelle liste del partito comunista italiano nel consiglio comunale di Bari. Impegnato in battaglie politiche sulla giustizia fiscale e amministrativa, dalla metà degli anni Cinquanta si volse da posizioni crociane ad un progressivo avvicinamento al Pci. Negli anni della guerra aveva fondato la casa editrice Leonardo da Vinci, poi casa editrice De Donato, destinata negli anni Sessanta ad assumere rilievo nazionale. Morì a Bari il 20 maggio 1971.