Guida agli archivi della Fondazione Gramsci

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Fondo Antonio Gramsci

Tania Schucht

Consistenza
  • pezzi 448
Cronologia[09 maggio 1914] - 10 gennaio 1941
Storia archivistica

Non si dispone di notizie certe sulla formazione, sedimentazione e conservazione delle carte prodotte e ricevute da Tatiana Schucht negli anni trascorsi in Italia. Al momento del suo ritorno a Mosca, alla fine del 1938, Tatiana Schucht portò con sé tutti i documenti accumulati nel corso degli anni trascorsi a Roma e composti principalmente da certificati, appunti, ma soprattutto dalla corrispondenza ricevuta, di cui è corposa la parte relativa alla detenzione carceraria di Antonio Gramsci. Portò inoltre a Mosca parte delle trascrizioni manoscritte da lei fatte delle lettere autografe di Gramsci; quest'ultimo, infatti, indirizzava tutte le lettere alla cognata, la quale provvedeva a smistarle a seconda del destinatario. Prima di inoltrare l'originale, tuttavia, Tatiana ne riproduceva in molti casi tre copie. Di queste, una di solito era trattenuta da lei, una era spedita a Sraffa, l'altra veniva inviata a Mosca, affinché Giulia potesse essere a conoscenza anche delle lettere che Gramsci scriveva ad altri. Solo in alcuni casi, trattenne presso di sé l'originale conservando invece una delle copie. Nel 1941, in seguito all'invasione tedesca dell'Urss, la famiglia Schucht riparò a Frunze. Come testimoniato da Giulia Schucht, la corrispondenza fra Tatiana e la famiglia a Mosca venne consegnata a Vincenzo Bianco e conservata negli archivi del Comintern. In seguito alla morte di Tatiana, le carte ancora in suo possesso furono inventariate dal capo dell'archivio del partito del Kirghizistan e da questo elenco manca completamente la corrispondenza. È dunque possibile che questa fosse stata in realtà consegnata a Vincenzo Bianco e, riportata a Mosca nel 1943 e consegnata alle sorelle Schucht. Nel dicembre 1981 Giuliano Gramsci donò alla Fondazione Istituto Gramsci 3 lettere di Piero Sraffa e Carlo Gramsci a Tatiana. Nel 1985 furono invece donate 7 lettere di Piero Sraffa a Tania e le trascrizioni delle lettere di Gramsci. Nel corso degli anni Novanta, questa documentazione fu conservata insieme a quella ricevuta della famiglia Schucht e al carteggio con Piero Sraffa, donato nel 1974; di ciascun documento fu redatta una scheda cartacea. A questa documentazione, si aggiunsero i versamenti fatti da Antonio Gramsci jr. nel luglio 2005 e nel marzo 2007 con cui arrivarono 16 lettere originali indirizzate a T. dai familiari e dalle amiche Nilde Perilli e Livia Lollini. Lo stesso nipote versò altri documenti in copia digitale nel maggio 2007 e nel maggio 2008, in seguito ai quali è stato possibile reperire 44 documenti relativi a Tatiana Schucht. Con l'arrivo della nuova documentazione, il fondo è stato riordinato.

La schedatura delle serie Carte personali e Trascrizioni delle lettere di Antonio Gramsci è stata effettuata a livello di fascicolo. Per le serie Corrispondenza e Relazioni si è scelto di adottare una schedatura più analitica, a livello di singolo documento. Il fondo contiene documentazione di varia natura e relativa ad un arco cronologico abbastanza ampio, seppure con notevoli lacune per gli anni 1918-25. Assai consistente è la serie Corrispondenza che contiene le lettere ricevute fra il 1914 e il 1941. Numerose risultano le lettere relative alla detenzione di Gramsci, ricevute da Piero Sraffa e Carlo Gramsci. Sono inoltre conservati i manoscritti autografi delle trascrizioni delle lettere di Gramsci e le diverse stesure delle istanze di trasferimento e applicazione del decreto di amnistia ed indulto, redatte sia da Tatiana che da Sraffa e Carlo Gramsci. È inoltre conservato il quaderno incompleto con la prima catalogazione dei Quaderni del carcere.

Condizioni d'accessoL'archivio è liberamente consultabile nel rispetto della normativa archivistica vigente e del regolamento interno della Fondazione Gramsci. L'archivio ha ricevuto la dichiarazione di notevole interesse storico dalla Sovrintendenza archivistica del Lazio il 18 settembre 1975.
Riferimenti bibliografici

P. Sraffa, Lettere a Tania per Gramsci, a cura di V. Gerratana, Roma, Editori Riuniti, 1991;

A. Gramsci, T. Schucht, Lettere 1906-1935, a cura di A. Natoli e C. Daniele, Torino, Einaudi, 1997;

A. Gramsci jr., I miei nonni nella rivoluzione, Roma, Edizioni Riformiste, 2010.

Storia istituzionale/amministrativa, nota biograficaTatiana (Tania) Schucht nacque a Samara il 3 gennaio 1887. Nel 1894 si trasferì con la famiglia in Svizzera, prima a Ginevra poi, dal 1903, a Montpellier. Qui ultimò gli studi superiori e iniziò a frequentare i corsi universitari della facoltà di medicina. Nel 1908, la famiglia Schucht si trasferì a Roma e Tatiana si iscrisse alla facoltà di scienze naturali continuando, senza mai concluderli, anche gli studi in medicina. Al periodo universitario, risale probabilmente il suo incontro con Livia Lollini, figlia di Vittorio, deputato socialista. Dal 1910 al 1913 prese lezioni d'italiano da Nilde Perilli, compagna di studi della sorella Eugenia. Il 21 luglio 1913 si laureò con una tesi in anatomia comparata. Subito dopo, iniziò ad insegnare presso l'Istituto Crandon di via Veneto a Roma, impartendo contemporaneamente anche lezioni private. Nel 1914 lavorò come redattrice all'Istituto internazionale di Agricoltura. Tra il 1915 e il 1916 prestò servizio come infermiera al Policlinico "Umberto I" di Roma. Nel 1916 si propose come insegnante per una scuola di bambini malarici di Ariccia presso cui prestava servizio anche Nilde Perilli. Nell'ottobre 1916, quando il padre e il fratello Vittorio decisero di tornare a Mosca, Tania scelse di rimanere in Italia. Nel 1918 richiese l'assunzione, non accettata, all'Istituto internazionale di Agricoltura. In questi anni, furono assai scarsi i contatti con la famiglia. Nel febbraio 1925 fu rintracciata a Roma da Antonio Gramsci, marito della sorella Giulia. Probabilmente su sollecitazione del cognato, iniziò a lavorare presso l'Ambasciata sovietica a Roma. Si dedicò ad alcune traduzioni dal russo, in particolare allaTeoria del materialismo storico di Bucharin, utilizzato da Gramsci per le dispense di scuola di partito. Nell'autunno del 1925, al rientro delle sorelle in Italia, visse con loro e il piccolo Delio nella casa di Via Trapani. Nei giorni successivi l'arresto di Gramsci, si recò più volte a Via Morgagni per recuperare gli scritti e i volumi lì conservati. Frequentò spesso la famiglia Bucciarelli (la madre Marietta lavorava come inserviente all'Ambasciata sovietica; la figlia Bianca era la moglie di Edoardo D'Onofrio). Nel maggio 1927 si recò per la prima volta a Milano per incontrare Gramsci detenuto a S. Vittore, ma si ammalò e fu ricoverata all'Ospedale maggiore per quattro mesi. Riuscì ad incontrare Gramsci solo il 5 settembre. Dopo questo primo colloquio, riuscì ad avere ripetuti colloqui con il cognato fino al gennaio 1928 quando, a causa di un peggioramento delle sue condizioni di salute, fu nuovamente ricoverata fino al mese di maggio. Nel giugno dello stesso anno, in seguito al trasferimento di Gramsci a Roma per il «processone», rientrò nella capitale dove ebbe alcuni colloqui con lui prima della partenza per Turi. Nel settembre 1928 si trasferì a Milano, impiegata presso la delegazione commerciale sovietica. Nell'ottobre 1928 incontrò per la prima volta Piero Sraffa. Nel dicembre 1928 si recò a Turi, da dove scrisse relazioni dettagliate sulle condizioni carcerarie di Gramsci. Nel marzo 1929 fu nuovamente a Turi, poi tornò a Roma per ripartire nel mese di dicembre e rimanere a Turi fino al giugno 1930. A questo mese risale l'incontro con Gennaro Gramsci, giunto a Turi per visitare il fratello. Per questa prolungata assenza fu licenziata dalla delegazione milanese; nel luglio 1930 tornò a vivere a Roma, presso la famiglia Perilli, ricominciando ad impartire lezioni private. Dal settembre 1932 iniziò le pratiche per sottoporre Gramsci ad una visita specialistica. Tornò a Turi solo nel gennaio 1933 dove rimase fino all'agosto e dove nel marzo 1933 incontrò il prof. Arcangeli, giunto a Turi per visitare Gramsci. Si occupò insieme a Sraffa delle pratiche necessarie all'applicazione del decreto di amnistia e indulto. Con il trasferimento di Gramsci nella Clinica Cusumano di Formia, iniziò a visitare il cognato tutte le domeniche. Nel novembre 1934 si fece ricoverare per dieci giorni nella stessa clinica, avendo così contatti giornalieri con Gramsci. Dopo la sua morte, si occupò delle pratiche per la cremazione e la sepoltura, acquistando a nome della famiglia Schucht la tomba presso il Cimitero acattolico. Mise in oltre in salvo tutta la documentazione prodotta da Gramsci negli anni della detenzioni che affidò all'Ambasciata sovietica per inviarla a Mosca. Iniziò, senza ultimarla, la stesura di un catalogo dettagliato degli argomenti trattati nei Quaderni. Fino al settembre 1938 continuò la corrispondenza con Sraffa; nel dicembre dello stesso anno tornò a Mosca. Il 25 febbraio 1939 partecipò alla prima riunione della «Commissione per il patrimonio letterario di Antonio Gramsci», sostituita poi dalla sorella Eugenia. Continuò ad impartire lezioni private a casa, senza riuscire a trovare altro tipo di impiego. Durante la guerra richiese di essere impiegata come infermiera al fronte, ma la domanda gli fu negata per via delle sue cagionevoli condizioni di salute. Nel 1941 si rifugiò con la famiglia a Frunze, dove morì di tifo addominale nel 27 settembre 1943.
Criteri di ordinamento

L'archivio è ordinato in 4 serie:

  1. Carte personali
  2. Corrispondenza
  3. Trascrizioni delle lettere di Antonio Gramsci
  4. Relazioni, istanze ed appunti su Antonio Gramsci.

Unità di descrizione collegateFonti collegate presenti alla Fondazione Gramsci: archivio Antonio Gramsci; carte Piero Sraffa; carte Giulia Schucht; carte famiglia Schucht; carte famiglia Gramsci; I documenti presenti in copia nell'archivio sono conservati in originale presso la famiglia o presso l' Archivio statale russo per la storia socio-politica (Rossijskij Gosudarstvennyj Archiv Social'no-Politiceskoj Istorii = RGASPI).