Guida agli archivi della Fondazione Gramsci

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Archivi di persone

Ugo Baduel

Consistenza
  • buste 7
Cronologia13 novembre 1950 - 15 aprile 2014
Condizioni d'accessoL'archivio è liberamente consultabile nel rispetto della normativa archivistica vigente e del regolamento interno della Fondazione Gramsci
Storia istituzionale/amministrativa, nota biografica

Nacque a Perugia il 26 marzo 1934 dal perugino Giuseppe Baduel - imprenditore di ceramiche e in gioventù pilota d'aereo ricognitore durante la Prima guerra mondiale - e dalla marchesa Anna Gavotti Verospi, di origini romane e svizzere. L'ambiente familiare contribuì a farlo crescere filo-fascista e filo-nazista oltre che cattolico convinto. Frequentò il liceo classico "Annibale Mariotti" di Perugia e si iscrisse alla facoltà di legge. Dopo la guerra entrò prima nel Movimento sociale italiano giovanile e poi nella Democrazia Cristiana. A 19 anni venne chiamato a Roma per dirigere il settimanale giovanile del partito Lo studente d'Italia, a cui collaborò con la rubrica "Il ragazzo dai capelli verdi" divenuta molto popolare. Dossettiano, con altri giovani dirigenti della Dc quali Lucio Magri, Giuseppe Chiarante, Franco Boiardi e Umberto Zappulli, si avvicinò ai Cattolici comunisti legati a Franco Rodano e contribuì a fondare la rivista Dibattito politico nel 1955, dopo aver lasciato nel 1954 la Democrazia cristiana. Nel 1956 si avvicinò al Pci ed iniziò a lavorare a «Vie nuove», settimanale del partito.Nel 1957 entrò nella redazione del quotidiano «l'Ora» che lo portò a spostarsi periodicamente a Palermo e ad affrontare temi come il Mezzogiorno, la Sicilia e la mafia, di cui scriverà nel corso di tutta la carriera. Dopo aver lasciato «l'Ora» nel 1959, divenne responsabile degli "interni" nella redazione del «Paese mattina».Nel 1960, si iscrisse al Pci e nel 1963 divenne redattore de «l'Unità», organo di stampa ufficiale del Pci, dove inizialmente fu notista parlamentare, prima al Senato e poi alla Camera. Nel 1966, dopo l' XI Congresso del Pci, venne inviato dal giornale a Milano e vi condusse un lavoro serrato di giornalismo d'inchiesta, soprattutto sulla situazione della classe operaia. Rientrato a Roma come inviato dal 1973 divenne per 11 anni il resocontista ufficiale del segretario del Pci. Seguì Berlinguer anche all'estero: andò con lui a Cuba, in Messico, nell'America Centrale e in Europa orientale. Dopo la morte del segretario, nel 1984, riprese a pieno regime l'attività di inviato e si occupò di importanti inchieste sulla Fiat, sulla Loggia P2, sui rapporti stato-mafia e sulla realtà urbanistica italiana. Nel 1985 si ammalò e morì il 22 aprile 1989 a Roma. E' stato sposato con Bianca Riccio (dalla quale ebbe la figlia Maria Alessandra, anche essa giornalista) e in seconde nozze con Laura Lilli. Postumo è uscito nel 1992 lo scritto l'autobiografico L'elmetto inglese (Sellerio Editore), romanzo sulla Seconda guerra mondiale vista con gli occhi di un bambino, curato da Laura Lilli.

Criteri di ordinamento

L'archivio è ordinato in 4serie:

  1. Carte personali
  2. Quaderni
  3. Attività professionale e politica
  4. Post mortem