Guida agli archivi della Fondazione Gramsci

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Sezioni regionali

  • Centro Sud
    vai alla scheda Relazioni sull'attività partigiana nel Lazio (fascicoli 6), nell'Umbria (fascicoli 3) e nelle Marche (fascicoli 3); per la Campania (fascicolo 1) esiste solo una relazione stilata dopo la liberazione.
  • Toscana
    vai alla scheda Relazioni politico-militari dei comandanti e dei commissari politici delle brigate, direttive e appelli relativi alla liberazione di Firenze e della Toscana.
  • Emilia-Romagna
    vai alla scheda Relazioni sulla cosiddetta "repubblica di Montefiorino", vasta zona liberata dai partigiani il 18 giugno 1944 e rioccupata dai nazifascisti il 3 agosto; direttive e circolari del Cumer, delle delegazioni del comando generale delle brigate Garibaldi, dei triumvirati insurrezionali, nonché rapporti inviati dalle divisioni e brigate della regione sull'attività partigiana e sui rastrellamenti.
  • Liguria
    vai alla scheda Corrispondenza tra i comandi zona della regione e i comandi delle brigate poi divisioni Cascione, Cichero, Mingo, Bixio; relazioni di carattere politico-militare e direttive politiche relative in particolare alla costituzione dei Cln di villaggio e all'organizzazione delle giunte comunali popolari.
  • Piemonte
    vai alla scheda Direttive emanate dagli organismi direttivi regionali (comando brigate Garibaldi Piemonte, Cln piemontese, comando militare regionale piemontese), relazioni dei comandi di zona, dei comandi delle brigate e divisioni Garibaldi; rapporti e bollettini sulle azioni dei Gap e delle Sap. Nella sezione sono inserite anche carte relative alla Valle d'Aosta (II zona militare della Resistenza in Piemonte); ampio spazio trovano nei documenti le questioni dell'autonomia e dell'annessionismo.
  • Ossola Valsesia
    vai alla scheda Questa sezione è caratterizzata dalla presenza di numerose relazioni sulla "repubblica dell'Ossola", zona liberata dai partigiani il 9 settembre 1944 e rioccupata dai nazifascisti il 22 ottobre. Prevalente la corrispondenza di Cino (Vincenzo Moscatelli) e Ciro (Eraldo Gastone), rispettivamente comandante e commissario politico del raggruppamento divisioni Valsesia, Val d'Ossola, Cusio e Verbano, con la delegazione per la Lombardia e il comando generale delle brigate Garibaldi. Numerose le relazioni sulle formazioni autonome della zona (brigata Val d'Ossola, divisione Di Dio, divisione Valtoce, divisione alpina Beltrami.
  • Lombardia
    vai alla scheda Di gran lunga la più corposa non solo per la presenza a Milano degli organismi centrali della Resistenza, ma per la vastità stessa della regione, comprende relazioni inerenti prevalentemente la situazione nell'Oltrepò pavese (in particolare per le formazioni: 51. brigata Capettini, 3. divisione Aliotta, 4. divisione Gramsci), direttive del comando
    militare di zona e del comando Sip di zona, relazioni sulla situazione nella zona Lario-Valtellina (in particolare per le formazioni: 40. brigata Matteotti, 55. Rosselli, 52. Clerici, I e II divisione Lombardia), direttive emanate dal comando raggruppamento divisioni lombarde; documenti sulla situazione nel Bergamasco (in particolare per la 53. brigata 13 Martiri di Lovere).

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  • Veneto-Friuli-Venezia Giulia
    vai alla scheda Direttive emanate dalla delegazione triveneta delle brigate Garibaldi, dal comando brigate Garibaldi del Veneto, relazioni dei comandi delle brigate, poi divisioni, Caremi, Pasubio (Vicenza-Verona), Nanetti, Belluno, e della brigata Venezia; direttive emanate dal comando divisioni Garibaldi del Friuli e relazioni politico-militari inerenti l'attività della brigata Ippolito Nievo B, divisione Friuli,
    divisione Natisone, delle brigate Gap 13 Martiri di Feletto Udine, e Gap Monfalcone; un esiguo numero di relazioni sulla situazione a Trieste; relazioni varie sui rapporti con gli sloveni insieme ai quali gli italiani combattevano già da tempo. E presente inoltre una lunga Storia della lotta partigiana a cura della federazione di Udine del Pci, con ogni probabilità redatta da Fernando Mautino a liberazione avvenuta.

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