Guida agli archivi della Fondazione Gramsci

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Archivio Partito comunista italiano

Istituto Gramsci

Consistenza
  • fascicoli 659
Cronologia1948 - 1980
Ambiti e contenutoIl corpus documentario dell'Istituto Gramsci, perlopiù in buono stato di conservazione, copre un arco cronologico che va dal 1948 al 1979.
NoteScheda a cura di Cristiana Pipitone e Maria Antonietta Serci.
Riferimenti bibliograficiA. VITTORIA, Togliatti e gli intellettuali. Storia dell'Istituto Gramsci negli anni Cinquanta e Sessanta, prefazione di F. BARBAGALLO, Roma, Editori Riuniti, 1992. Guida agli archivi della Fondazione Istituto Gramsci di Roma, a cura di L. GIUVA, Roma, Editori Riuniti, 1994 (Fondazione Istituto Gramsci, "Annali", 1992). Il "lavoro culturale", a cura di F. LUSSANA E A. VITTORIA, Roma, Carocci, 2000. La Fondazione Istituto Gramsci. Cinquant'anni di cultura, politica e storia. Un catalogo e una guida, a cura di F. LUSSANA, Firenze, Pineider, 2000. F. LUSSANA, Politica e cultura: l'Istituto Gramsci, la Fondazione Basso, l'Istituto Sturzo, estratto da L'Italia repubblicana nella crisi degli anni settanta. Culture, nuovi soggetti, identità, a cura di F. LUSSANA e G. MARRAMAO, Rubbettino, 2003, pp. 136.
Storia istituzionale/amministrativa, nota biograficaIl 21 ottobre 1948 la segreteria del Pci decise la costituzione di una fondazione dedicata ad Antonio Gramsci che avrebbe dovuto provvedere alla custodia della sua biblioteca, all'edizione delle sue opere, alla raccolta della documentazione biografica e bibliografica che lo riguardasse e più in generale alla diffusione del pensiero gramsciano e del marxismo nella società italiana. La Fondazione venne inaugurata il 28 aprile 1950 e il primo direttore fu Ambrogio Donini, studioso di storia delle religioni, all'epoca vice direttore di «Rinascita» e coordinatore dell'attività editoriale del Pci. Nel 1954 la Fondazione venne trasformata in Istituto Gramsci e al direttore venne affiancato un organo di direzione collegiale. Nel 1955 la guida dell'Istituto venne affidata ad Alessandro Natta e a un direttivo composto dagli studiosi responsabili delle sezioni di lavoro: storia e filosofia, critica e arte, scienza, economia. Venne avviato il lavoro editoriale per proseguire la pubblicazione delle opere di Gramsci e costituito un centro studi dei problemi della scuola e dell'educazione. Il programma di lavoro subì una brusca interruzione con la crisi politica e culturale che coinvolse gli intellettuali del Pci nel 1956. A partire dal gennaio 1957 l'attività riprese il suo corso contestualmente ad un cambiamento nella struttura dirigente: fu infatti costituito un ampio comitato direttivo presieduto da Ranuccio Bianchi Bandinelli e da Franco Ferri, prima in qualità di segretario e poi di direttore, una carica che quest'ultimo mantenne sino al 1979. La lunga permanenza di Ferri alla direzione dell'Istituto si concretizzò nella realizzazione di iniziative e di incontri tesi all'approfondimento della storia e del pensiero del movimento operaio e socialista italiano e internazionale ma anche della società italiana nel suo complesso e dei suoi problemi politici. È in questo contesto che vanno inseriti i numerosi convegni organizzati dall'Istituto, i seminari e i corsi di lezioni; l'attività delle sezioni di lavoro di storia, di filosofia, di pedagogia, di scienze giuridiche negli anni Settanta; la costituzione alla fine del 1959 della rivista trimestrale «Studi storici», il cui primo direttore fu Gastone Manacorda; l'organizzazione dell'archivio del Pci, a partire dagli anni sessanta; la fondazione nel 1971 del Centro studi dei paesi socialisti, diretto da Adriano Guerra; l'attività editoriale, grazie alla quale si ebbe la pubblicazione nel 1975 dell'edizione critica dei Quaderni dal carcere di Gramsci presso Einaudi a cura di Valentino Gerratana, delle opere di Togliatti e degli scritti di Eugenio Curiel con gli Editori Riuniti, dei documenti delle brigate Garibaldi con la casa editrice Feltrinelli. Nel 1979, la direzione dell'Istituto Gramsci venne affidata per un anno a Paolo Spriano e dal 1980 al 1982 ad Aldo Schiavone. Nel 1982 l'Istituto si è costituito in Fondazione giuridicamente riconosciuta dallo Stato. Dal 1982 al 1988 la Fondazione Istituto Gramsci è stata diretta da Aldo Schiavone, al quale successe Giuseppe Vacca. Dal 1999 il direttore è Silvio Pons. Per oltre un ventennio, dal 1971 al 1993, il presidente prima dell'Istituto e poi della Fondazione Istituto Gramsci è stato Nicola Badaloni, al quale è succeduto nel 1993 Renato Zangheri. Attualmente il presidente è Giuseppe Vacca.
Criteri di ordinamentoLe carte sono state lavorate una prima volta da Albertina Vittoria tra il 1988 e il 1992 nel corso di un progetto di ricerca sulla storia dell'Istitutoche ha portato alla pubblicazione del volume Togliatti e gli intellettuali. Storia dell'Istituto Gramsci negli anni Cinquanta e Sessanta. Al termine di questa fase di lavoro rimaneva a disposizione degli studiosi un inventario sintetico della documentazione per buste, organizzata in 6 serie logiche: Organi direttivi, Amministrazione e contabilità, Corrispondenza, Attività e iniziative, Raccolte, testimonianze, promemoria, Carte di diversa provenienza. Questa prima organizzazione delle carte è stata riprodotta nella scheda dell'archivio pubblicata nella Guida agli archivi della Fondazione Istituto Gramsci, Roma, 1994. Nel 2004 si è provveduto all'inventariazione definitiva del fondo.
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