Guida agli archivi della Fondazione Gramsci

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Archivi di persone

Luciano Barca

NoteStato di lavorazione: da ordinare. Scheda a cura di Donatella Di Benedetto e Maria Antonietta Serci.
Riferimenti bibliograficiID., Dizionario di politica economica, Roma, Editori Riuniti, 1974 Gli incontri segreti con Moro, in Enrico Berlinguer, Roma, Editrice l'Unità, [1985] ID., L'eresia di Berlinguer. Un programma fondamentale non scritto, Siena, Sisifo, [1992] L'economia della corruzione, a cura di L. BARCA e S. TRENTO, Roma, Laterza, 1994 ID., Del capitalismo e dell'arte di costruire i ponti, Roma, Donzelli, 2000 La cittadinanza difficile. Diritti e welfare, a cura di L. BARCA e M. FRANZINI, Firenze, Il Ponte Editore, [2001] ID., Buscando per mare con la Decima Mas, Roma, Editori Riuniti, 2001 Legittimare l'Europa. Diritti sociali e crescita economica, a cura di L. BARCA e M. FRANZINI, Bologna, Il Mulino, 2005
Storia istituzionale/amministrativa, nota biograficaNasce a Roma il 21 novembre 1920 da Carlo, impiegato delle Ferrovie dello Stato e Annita Agostinelli. Si laurea in Giurisprudenza con una tesi in economia politica all'Università di Roma "La Sapienza", dove intraprende i primi contatti con l'ambiente antifascista. Partecipa alla guerra come ufficiale di un sommergibile addetto ai mezzi d'assalto ed è pluridecorato. Il 12 settembre 1943 è al comando di un sommergibile quando, dopo uno scontro al largo di Bastia con una motosilurante tedesca, fa rotta per Malta dove il mezzo entra a far parte del gruppo inglese Mdway II. L'8 maggio 1945 parte per Torino, per seguire l'esperienza dei Consigli di gestione. E' in questo periodo che aderisce al movimento dei Lavoratori cristiani, del quale assume la rappresentanza nel Cln del Piemonte. Nel novembre 1945 sostiene la mozione per lo scioglimento della Sinistra cristiana, ritorna a Roma e si iscrive al Pci. Il suo impegno come giornalista professionista comincia nel gennaio 1946, quando viene chiamato alla redazione romana di «l'Unità» per una sostituzione. Nel 1950 verrà trasferito a «l'Unità» di Milano come redattore economico e in seguito con le funzioni di redattore capo. Nel 1953 viene nominato dalla segreteria del Pci direttore di «l'Unità» di Torino dove rimarrà sino alla fusione delle testate del nord Italia sorte durante la Resistenza, avvenuta nel settembre 1957. A Torino riprende i contatti con la casa editrice Einaudi, avviati durante il soggiorno nel capoluogo piemontese del 1945. Entra a far parte degli organi centrali del partito nel 1956, con l'VIII congresso, quando viene eletto nel Cc. Nel 1957, rientrato a Roma, viene nominato vice responsabile della commissione culturale e direttore della rivista «Politica ed economia». Con questo doppio ruolo si dedica nel partito alla promozione degli studi economici e sociali. Nel marzo 1960, dopo il IX congresso, viene chiamato a far parte dell'ufficio di segreteria del Pci ed eletto membro nella segreteria nazionale, incarico che manterrà sino al X congresso del 1962. Nel 1961 fa parte della delegazione che accompagna Togliatti al XXII congresso del Pcus e l'anno successivo è coordinatore della commissione per le tesi del X congresso. Dal dicembre 1962 al gennaio 1966 (XI congresso) è responsabile della commissione lavoro di massa e con questa veste organizza a Genova, nel maggio 1965, la III conferenza dei comunisti delle fabbriche. Nel 1966 diventa vicepresidente del gruppo comunista della Camera. Nel 1972, in occasione del XIII congresso che elegge Enrico Berlinguer segretario del partito, entra in direzione ed assume la responsabilità della sezione riforme e programmazione economica. L'incarico gli verrà confermato dopo il congresso del 1976. Stretto collaboratore del segretario sino al 1979, assume il ruolo di intermediario tra Berlinguer e Aldo Moro sino al rapimento dello statista democristiano. Negli stessi anni stabilisce, per incarico di Berlinguer, un rapporto riservato con l'ambasciata degli Usa. Nel 1979 viene nominato direttore di «Rinascita», del cui comitato di redazione aveva fatto parte negli anni quaranta, quando la rivista era diretta da Palmiro Togliatti. Nell'aprile 1983 (XVI congresso), su sua richiesta, passerà a dirigere la sezione agraria. Dopo il XVII congresso (1986) lascia gli incarichi di partito, pur rimanendo membro del Cc., per dedicarsi ad incarichi istituzionali. Nel 1989, in seguito alla "svolta" impressa dal segretario Achille Occhetto, sostiene la mozione della sinistra del partito ma successivamente sceglierà di non impegnarsi in alcuno schieramento. Il suo ingresso in Parlamento risale al 1963, quando è candidato alla Camera nelle liste del Pci. Deputato per sei legislature, nel 1987 viene eletto al Senato nel collegio di Melfi. E' stato vicepresidente del gruppo comunista alla Camera e della commissione bilancio della Camera dal 1974; in seguito, dal 1986 al 1992, sarà presidente della commissione bicamerale per il Mezzogiorno. Nel 1990 fonda assieme a Gaetano Arfè, Adalberto Minucci, Diego Novelli, Paolo Volponi e giovani studiosi il Centro di studi sociali ed economici Etica ed Economia. E' autore di numerosi saggi e pubblicazioni di politica economica. Muore a Roma il 7 novembre 2012.