Guida agli archivi della Fondazione Gramsci

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Fondo Antonio Gramsci

Giulia Schucht

Consistenza
  • pezzi 132
Cronologia10 ottobre 1922 - 17 settembre 1942
Storia archivisticaAl momento del trasferimento degli uffici del Comintern ad Ufa nella primavera del 1941, Giulia Schucht consegnò a Vincenzo Bianco tutte le lettere originali in suo possesso. Oltre agli autografi di Gramsci e alle lettere di Tatiana a Gramsci, Giulia consegnò anche le lettere indirizzate da Tatiana ai familiari. È dunque assai probabile che in quest'ultimo blocco fossero inserite anche quelle ricevute da Giulia stessa. Dopo il trasferimento ad Ufa, le lettere rimasero presso gli uffici del Comintern per essere riconsegnate alle sorelle Schucht nel 1943. Alla morte di Giulia, le carte furono ereditate dai figli. Giuliano Gramsci nel 1981 donò alla Fondazione Gramsci le lettere scritte da Camilla Ravera a Giulia; a questa donazione, si aggiunse quella del 1991 composta da 189 lettere di Tania alla «madre e alla mia famiglia», scritte tra il 1922 e il 1934, nelle quali erano comprese anche 42 lettere a Giulia. Nel corso degli anni Novanta, questa documentazione fu conservata insieme a quella ricevuta della famiglia Schucht e al carteggio di Tatiana con Piero Sraffa, donato nel 1974; di ciascun documento fu redatta una scheda cartacea. A questa documentazione, si aggiunse il versamento fatto da Antonio Gramsci jr. nel luglio 2005 nel quale erano comprese 4 lettere di Vincenzo Bianco a Giulia nel 1942 e una lettera di Apollon Schucht alle figlie a Roma. Con il versamento del marzo 2006 veniva donata 1 lettera originale di Tatiana alla sorella Giulia, mentre con i versamenti del maggio 2007 e del maggio 2008 venivano acquisite rispettivamente 70 lettere ed alcuni appunti in russo, in copia digitale.
Condizioni d'accessoL'archivio è liberamente consultabile nel rispetto della normativa archivistica vigente e del regolamento interno della Fondazione Gramsci.
Riferimenti bibliografici

T. Schucht, Lettere ai familiari, a cura di M. Paulesu Quercioli, Roma, Editori Riuniti, 1991;

A. Gramsci jr., La Russia di mio nonno. L'album familiare degli Schucht, Roma, Edizioni «L'unità», 2008;

Id., I miei nonni nella rivoluzione. Breve storia della famiglia russa di Antonio Gramsci, Roma, Edizioni riformiste, 2010 .

Storia istituzionale/amministrativa, nota biograficaJulija (Giulia) Schucht nacque nel settembre 1896 a Ginevra da Julia Grigor'evna Giršfel'd e Apollon Schucht. Si trasferì con la famiglia prima a Montpellier nel 1903 e poi nel 1908 a Roma. Dal 1910 al 1913 prese lezioni d'italiano da Nilde Perilli, compagna di studi della sorella Eugenia. Si iscrisse al Liceo musicale di Santa Cecilia frequentando i corsi di Ettore Pinelli e diplomandosi in violino nel 1915. Subito dopo rientrò in Russia andando a vivere con la sorella Asja a Ivanovo-Voznesensk. Qui iniziò ad insegnare violino presso il locale liceo musicale sino al 1921. Nel settembre 1917 entrò nel partito bolscevico, impegnata come istruttrice presso la sezione locale e nel settembre 1922, in occasione di una sua visita alla sorella Eugenia ricoverata nel sanatorio di Serebrjanij Bor, conobbe Antonio Gramsci. A metà ottobre fece da interprete a Gramsci in visita a Ivanovo-Voznesensk come membro del Presidium dell'Ic. Passò il capodanno con lui e la sorella Eugenia nel sanatorio di Serebrjanij Bor. Nel 1924 si trasferì a Mosca dove il 10 agosto partorì il primo figlio, Delio. Allo stesso periodo risale l'assunzione nei servizi di sicurezza interna (Nkvd). Rivide Gramsci nel marzo 1925 a Mosca in occasione dei lavori del V esecutivo del Comintern. Nell'ottobre 1925 insieme a Eugenia e al figlio Delio raggiunse Gramsci a Roma, abitando con le sorelle in via Trapani e lavorando all'Ambasciata sovietica. Dopo una breve vacanza a Trafoi (Bolzano), nell'estate 1926 lasciò definitivamente l'Italia, incinta del secondo figlio, Giuliano, che nacque a Mosca il 31 agosto. Nel 1927 contrasse una malattia virale, che fu probabilmente all'origine della sua epilessia. Nel 1928 trascorse un periodo di ricovero con Camilla Ravera, presso una casa di cura di Marino (a 90 km da Mosca) e nel 1930 dovette lasciare il lavoro all'Nkvd per motivi di salute. Nell'agosto dello stesso anno conobbe Piero Sraffa, impegnato in un viaggio con Maurice Dobb in Unione Sovietica. Alla morte di Gramsci, si attivò per recuperarne la corrispondenza e gli scritti rimasti in Italia. Nel febbraio 1939 entrò a far parte della «Commissione per il patrimonio letterario del compagno Gramsci» istituita per volontà dell'esecutivo del Comintern. Dopo la guerra continuò a vivere con la sorella Eugenia a Mosca insieme alla quale nel 1968 si trasferì in una casa di riposo per anziani bolscevichi a Peredelkino, dove morì il 21 giugno 1980.
Criteri di ordinamento

L'archivio è ordinato in 2 serie:

  1. Carte personali
  2. Corrispondenza

Unità di descrizione collegateFonti collegate presenti nell'archivio della Fondazione Gramsci: archivio Antonio Gramsci; carte Piero Sraffa; carte Tatiana Schucht; carte Famiglia Schucht; carte Famiglia Gramsci; La documentazione presente in copia è conservata in originale presso la famiglia.